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Obesità: Come hackerare le abitudini

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24 nov 2022






L’abitudine, come diceva il teologo americano Nathaniel Emmons, “è il miglior servo o il peggiore dei padroni” perché può influenzare in maniera positiva o negativa il nostro stile di vita. Quando si parla di salute, in particolare, è fondamentale introdurre delle buone abitudini al servizio del nostro benessere e perdere quelle nocive che ci rendono “schiavi” e di cui è difficile liberarsi. 


Un esempio lampante è l’obesità, uno dei maggiori problemi di sanità pubblica a livello mondiale, sempre in costante aumento. Considerata un tipo di dipendenza fisica, emozionale e psicologica dal cibo, essa può comportare l'insorgenza di disturbi come pressione alta, diabete mellito, apnee notturne e patologie cardiovascolari, incidendo così sulla durata della vita.

Perdere peso è la soluzione decisiva per prevenire queste eventuali malattie associate all’obesità. Per farlo, però, è fondamentale attuare cambiamenti nel proprio stile di vita, partendo dalle abitudini alimentari. 


Dalla meta-analisi di tutti gli studi sull’alimentazione è stato comprovato che tutti i tipi di diete sembrano dare un risultato iniziale di perdita di peso. Tuttavia è anche emerso che esse falliscono nel lungo periodo. Dopo l’inizio della dieta, la maggior parte delle persone, pur apparentemente continuando a rispettarla, recuperano inevitabilmente i chili persi, in media in un periodo che va tra i 6 e i 12 mesi. 


Questo problema è dovuto all’ipotalamo, la ghiandola che provvede al mantenimento dell'omeostasi corporea delle proprietà chimico-fisiche interne e comportamentali. Esso regola l’appetito e il senso di sazietà attraverso la produzione di insulina. 

L’ipotalamo gestisce l’aumento o meno della produzione di insulina creando un ciclo che, nel lungo termine, faccia recuperare al corpo il grasso che aveva perso nei mesi precedenti. 


L’obesità nasce con l’alimentazione, ma in realtà è un problema multi-fattoriale, in cui tutte le componenti hanno una probabilità di aiutarci a ridurre il peso o di favorire un aumento di peso. Quindi, per risolverla si deve lavorare su tanti fronti. 


Con il biohacking, sappiamo che per cambiare il metabolismo e superare i limiti della nostra biologia, portando al massimo le capacità del nostro corpo, bisogna ridurre i fattori che impediscono di stare bene e aumentare le abitudini produttive per la nostra salute. 

Siccome l’ambiente è responsabile per il 50% della potenziale attivazione di alcune malattie latenti nel nostro DNA, dovremmo rivolgere particolare attenzione alle abitudini quotidiane che riguardano l’ambiente e, in particolare, quello che mangiamo, beviamo, respiriamo, la nostra postura, il nostro movimento, le nostre abitudini e le persone che frequentiamo.


Perdere peso è più difficile di qualsiasi altra abitudine, per questo, una persona che riesce a dimagrire a lungo termine, potrebbe attuare qualsiasi altra tecnica di biohacking. 


Può sembrare un cliché, ma è importante ricordare che l’ingrediente fondamentale del cambiamento è la volontà e non la terapia. Non esiste terapia basata sulla modifica delle abitudini quotidiane che sia efficace in questo ambito, se non è supportata da una forte volontà al cambiamento e alla riduzione di tutti i sabotaggi che possono minare questa volontà. In ogni terapia di biohacking è fondamentale la volontà e la continuità per funzionare. 


Detto questo, piccoli cambiamenti e piccoli obiettivi devono essere introdotti e impostati durante un lungo percorso, un passo per volta. La maggior parte delle tecniche e dei metodi classici non funzionano perché comportano importanti ed improvvisi cambiamenti allo stile di vita difficili da attuare per tutti e ancora più difficile per chi è già soggetto ad alcune dipendenze.


Quindi è importante introdurre i cambiamenti che suggeriamo qui sotto gradualmente per riuscire ad hackerare il metabolismo e dimagrire, tenendo a mente che un cambiamento lungo termine, cambia il metabolismo e anche il DNA.


Per l’alimentazione, bisogna iniziare a ridurre il consumo di zuccheri reali e nascosti nei cibi e moderare il consumo di proteine. È consigliabile aumentare invece l’uso di grassi naturali (olio d’oliva, burro, olio di cocco), i quali prevengono i problemi cardiovascolari, nutrono la produzione ormonale e hanno una funzione antinfiammatoria.

Serve consumare e aumentare i cibi con fattori protettivi per la salute, ricchi di vitamine e di fibre insolubili e solubili (la fibra contrasta i cibi dannosi, ma anche calorici). Si dovrebbe mangiare una coppa di verdura cruda prima di ogni pasto ed usare di più l’aceto come condimento, in quanto esso svolge un’azione protettiva da cibi che potrebbero produrre l’insulina. 

Per individuare la salubrità degli alimenti, è necessario iniziare a leggere la tabella degli ingredienti e fare scelte in termini di salubrità del cibo, eliminandoli se ci sono troppi grassi cattivi, troppo zucchero e troppe calorie.


È fondamentale poi non fare spuntini (è un falso mito) ed imparare a gestire i tempi dell’alimentazione e quelli del digiuno, togliendo possibilmente un pasto o spostarlo tre ore dopo. La colazione dovrebbe diventare facoltativa perché spezza il nostro digiuno notturno, impedendoci di entrare nella fase di uso dei grassi. Abbiamo bisogno del fasting notturno e di quello mattutino per bruciare i grassi, in quanto il fegato, durante la notte, è nel picco della sua attività, facendo circolare al massimo l’insulina e attivando il consumo di carboidrati che perdura al mattino. Se si mangiano carboidrati al mattino, si spezza questo meccanismo e il corpo non va a prendersi i grassi. Se non si riesce con la colazione, si può provare ad eliminare la cena o lo spuntino. 


Il movimento è il miglior hackeraggio. Camminare per almeno 40 minuti ogni giorno oltre a far perdere peso, a lungo andare, aiuta a riscrivere il metabolismo basale, quello che funziona anche quando si è fermi. Se non si può camminare, fare un’attività sportiva che si ama è ideale, l’importante è muoversi perché aiuta a muovere la linfa e a disintossicare il corpo. 

Per liberarsi dalle tossine è importante bere anche molta acqua a basso residuo, eliminando gli alimenti che fanno trattenere i liquidi.


Dormire bene è un altro fattore determinante per riuscire a dimagrire e a mantenere i risultati nel tempo. Per migliorare la qualità del sonno si può ricorrere al nostro dispositivo nanotecnologico Taopatch® EMOTION che, attraverso l’emissione di lunghezze d’onda di luce terapeutica, migliora il ciclo sonno-veglia, senza il rilascio di nessuna sostanza chimica o effetto collaterale. Gli EMOTION possono migliorare anche lo stato psico-fisico, aiutando ad avere più forza di volontà e meno sbalzi di umore, cruciali per continuare a perseverare con le nuove abitudini. 


Portare Taopatch® in sé è la miglior tecnica di biohacking perché la terapia luminosa è il primo meccanismo per accelerare il metabolismo e dimagrire. La luce è il metabolismo delle cellule perché stimola la produzione di energia in esse, migliora la loro comunicazione e le loro funzioni. 


Per vedere i risultati è fondamentale monitorare i progressi attraverso applicazioni da mobile che contano i passi, il battito cardiaco, l’ossigenazione, la pressione, ma anche il sonno. 


Noi cambiamo realmente quando cambiamo le nostre abitudini quotidiane. 

La vera sfida è quella di portare dei cambiamenti alla nostra routine, al nostro stile di vita. 

Ogni avventura inizia con un primo passo e adottare piccoli accorgimenti sicuramente porta ad un grande cambiamento. Se si inizia con i nostri dispositivi, combinati con il movimento e un’abbonante idratazione, si potranno vedere dei grandi risultati per il benessere globale del nostro organismo. 


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Ultima modifica: 24 novembre, 2022
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